AQST “Magistri Comacini”

L’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale “Magistri Comacini” è uno strumento di programmazione negoziata, introdotto nella legislazione regionale nel 2003 (legge n. 2 del 14 marzo 2003), che ha permesso di dare forma definitiva a un processo di condivisione avviato su un progetto della Provincia di Como finanziato dalla Fondazione Cariplo.

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Tale accordo, promosso dalla Regione Lombardia con la denominazione di Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale per la valorizzazione culturale del Lago di Como ed in particolare dell’area dei “Magistri Comacini”, è stato sottoscritto nel 2005 dalla Fondazione Cariplo, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Como, soggetto responsabile che si avvale di una consulenza del Politecnico di Milano, e dai seguenti enti: Comunità Montana Lario Intelvese, Unione dei Comuni della Tremezzina, Comune di Bellagio, Comune di Cernobbio, Comune di Laino, Comune di Ossuccio, Comune di Tremezzo, Parrocchia di S. Eufemia di Isola di Ossuccio, Parrocchia dei SS. Nazaro e Celso di Scaria Intelvi, Associazione Villa Vigoni, Ente Villa Carlotta, Fondazione Isola Comacina, Fondo per l’Ambiente Italiano, Centro Studi Magistri Comacini, Università degli Studi dell’Insubria, Diocesi di Como, Ente ecclesiastico Santuario della Beata Vergine del Soccorso e Associazione culturale APPACuVI.

L’AQST “Magistri Comacini” costituisce una tra le prime sperimentazioni di un modello di distretto culturale in cui i beni culturali possono diventare un motore di sviluppo e pertanto tende ad integrare le filiere di valorizzazione dei beni culturali con il territorio, creando sistemi a rete che, nel rispetto delle autonomie, diano legittimità, forza e prospettiva ai singoli progetti, favoriscano la condivisione delle conoscenze, diffondano corrette pratiche di intervento sul patrimonio, creino partecipazione e inclusione sociale.

L’ambito territoriale dell’accordo riunisce due aree che presentano problemi apparentemente antitetici: il Centro Lago, cioè una fascia costiera internazionalmente nota e frequentata e la Valle Intelvi, cioè un’area montana, che costituisce il retrostante paesaggio, un tempo meta di soggiorni climatici, ma con una grande attrattiva, ancora poco sfruttata, costituita da un patrimonio artistico di singolare qualità. La complementarietà delle due aree, sotto il profilo delle peculiarità ed eccellenze sia culturali, sia ambientali, sia turistiche non esclude ampie zone di sovrapposizione in fatto di percorsi a tema archeologico, storico-artistico o naturalistico.

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