Chiesa di Santa Maria col Portico

© Isola Comacina - COMCEPT
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Identificazione

La chiesa di S. Maria è citata in documenti del XII secolo, anteriori alla distruzione dell’Isola, e in un atto privato del 1145 si fa riferimento al suo “portico”. L. M. Belloni la identificò per primo nel 1949, mentre in precedenza Ugo Monneret de Villard, che scavò sull’Isola nel 1913, non ne aveva riconosciuto l’ubicazione.

Prima Campagna di scavi

I resti della chiesa vennero riportati alla luce nella campagna di scavo di L. M. Belloni del 1958 su concessione della Soprintendenza alle Antichità della Lombardia.

Descrizione

Edificio ad aula unica con abside semicircolare rivolta ad Est (misure esterne m 30 x 9,70). La chiesa, impostata su un banco roccioso appositamente livellato, era preceduta da un ambiente rettangolare identificato con il “portico”. Le murature e la pavimentazione, di cui restano ampi tratti, sono realizzate con calcare grigio locale di Moltrasio.

Gli scavi hanno evidenziato l’esistenza di un precedente edificio absidato, forse un piccolo oratorio risalente ad epoca paleocristiana (V secolo).

La chiesa più recente è riferibile ad età romanica (XI–XII secolo) sulla base di frammenti di affresco rinvenuti tra i materiali di crollo.

Reperti

Sono conservati in Antiquarium alcuni frammenti di bicchieri in vetro e parti di affreschi rinvenuti durante gli scavi.

Ultima ricerche

Nel 2009-2010 a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia è stata ripulita l’area archeologica, analizzato lo stato di conservazione, realizzata una nuova campagna fotografica e di rilievo.

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